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Economia, Italia

La grande depressione di Mario Monti

La Primavera è arrivata nell’Eurozona, ha annunciato soddisfatto Mario Monti ai Cinesi, ai Coreani e ai Giapponesi. Ma sarà vero che una rondine (in questo caso l’abbassamento dello spread) fa primavera? E soprattutto gli orientali, che hanno sempre davanti ai loro occhi la crisi del Giappone degli anni Novanta, gli avranno creduto? E se invece fosse vera un’altra tesi, e cioè che Mario Monti, a causa del suo bagaglio ideologico neoliberista, non sia in grado di leggere correttamente la crisi e, sbagliando diagnosi, ci stia portando rapidamente – lui, il Salvatore – alla più grande catastrofe economica degli ultimi 100 anni?

Governo Italiano

Mario Monti

L’ottimismo di Monti, secondo cui il peggio sarebbe ormai alle nostre spalle, è dovuto principalmente a 2 fattori. Il primo è che Mario Draghi ha inondato di liquidità a buon mercato le banche immettendo nel sistema 1000 miliardi di euro freschi freschi. Ma molti, inclusa la Bundesbank, ritengono che questo sia solo un palliativo di breve termine. Il secondo è che lui è riuscito a fare in poche settimane una riforma draconiana delle pensioni, cosa che non era riuscita ad altri Premier.

Ma siamo sicuri che LTRO, come è chiamato lo schema di rifornimento di denaro alle banche (tra l’altro ci si potrebbe anche chiedere perché, invece di darli alle banche, i soldi Draghi non li abbia investiti direttamente in debito dei paesi più sottotiro come l’Italia, ma di questo ci occuperemo un’altra volta) e la riforma delle pensioni ci salveranno? Cerchiamo di leggere la situazione attuale non con gli occhiali ideologici di Monti e dei suoi tanti adulatori, ma con i nostri, più abituati ai discorsi che faceva Federico Caffè alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università La Sapienza di Roma, o a quelli che faceva il neo-ricardiano Ian Steedman all’Università di Manchester. La domanda di beni di consumo e di investimenti da parte del settore privato  scende di giorno in giorno. Inutile riportare qui le cifre della crisi. Basta andare sul sito ben costruito dell’ISTAT. Le misure finora prese dal Governo Monti vanno tutte nella direzione di deprimere ancora di più la domanda privata. Ma a forza di deprimerla sempre di più, non c’è il rischio che il paziente Economia Italiana muoia prima di essere rimesso in sesto? Siamo sicuri che la diagnosi sia quella giusta? “Ce lo ha detto la BCE”, potrebbe rispondere Monti. Ma questo non cambia di una virgola il nostro argomento: siamo sicuri che la diagnosi di Draghi e della BCE sia quella giusta? Non somiglia troppo alla diagnosi di banche come la Goldman Sachs, dove entrambi hanno lavorato?

Nomura Research Institute

Richard Koo

Che la diagnosi possa non essere quella giusta lo pensa anche Richard Koo,  taiwanese residente in Giappone, capo economista della Nomura Research Institute – la maggiore società di consulenza giapponese che impiega 4700 persone – uno che vale la pena ascoltare. Nel 2008 Koo ha pubblicato un libro importante “The Holy Grail of Macroeconomics – Lessons from Japan’s Great Recession”. Quando nel 1997 il Giappone cercò di seguire le ricette del Fondo Monetario Internazionale, che prevedevano principalmente tagli fiscali per ridurre il debito pubblico, il Giappone cadde in una profonda recessione, esattamente come l’Italia adesso, ha detto Koo ai partecipanti del recente Financial Forum di Ambrosetti a Cernobbio (partecipanti che a sentire questa storia, non esattamente quella che viene raccontata loro ogni giorno, hanno mostrato disappunto e delusione). “I tagli portarono il Giappone a 5 trimestri consecutivi di crescita negativa. “Ci sono voluti 10 anni per risalire quella china”, ha detto Mr. Koo. Anche l’economista Nouriel Rubini, nonostante abbia studiato alla Bocconi, la stessa Università di Monti, non ha potuto non dirsi d’accordo: “Il Giappone ha avuto una Grande Recessione, ma non ha mai avuto una Grande Depressione. Ma in alcuni paesi dell’Eurozona la recessione potrebbe presto diventare una depressione, come negli anni Trenta”, ha concluso Rubini, che, vale la pena ricordarlo, è stato uno dei pochi ad aver previsto in anticipo il Grande Crash del 2008.

Non molto diversamente la pensa Robert Reich, ex-ministro del lavoro nella prima amministrazione di Bill Clinton. Ecco quanto si legge nella nuova introduzione, scritta nelle ultime settimane, alla seconda edizione italiana del suo libro Aftershock: “Questo libro ha direttamente a che fare con il futuro dell’Italia, che sta faticosamente cercando di uscire dalla Grande Recessione del 2009, quando il PIL è crollato del 5%. […] Le misure di austerità fiscale non funzioneranno. L’aumento delle tasse e la conseguente riduzione della domanda aggraveranno la recessione. Per l’Italia diventerà ancora più difficile gestire il proprio debito pubblico, poiché la caduta del PIL porterà a un’ulteriore caduta di entrate fiscali e così aumenterà, invece di diminuire, il rapporto debito pubblico/PIL. Le misure di austerità porteranno  inoltre a una riduzione della spesa pubblica in educazione,  infrastrutture e altri servizi, settori che solitamente, nel lungo periodo, supportano lo sviluppo della produttività. Come se non bastasse aumenterà anche il disagio sociale: ad essere colpite saranno soprattutto le famiglie più povere”.

Monti è convinto che una maggiore flessibilità del mercato del lavoro possa contribuire ad attrarre investimenti esteri,  senza mai specificare però che tipo di investimenti esteri ha in mente: se si tratta di acquisizioni di imprese italiane – che per essere attrattive dovrebbero essere non decotte – di  investimenti finanziari in debito pubblico, oppure di investimenti “green field”, cioè nuovi investimenti costruiti da zero che creano occupazione. “L’assunzione di fondo di questo ragionamento”, dice Reich, “è che free market knows best, cioè i mercati sanno quello che fanno. Ma questo non è vero. Sono le stesse libere forze del mercato che hanno portato Italia,  Stati Uniti e  Regno Unito ad aumentare le loro disuguaglianze tra poveri e ricchi. Se lasciamo che il mercato ci tenga tutti in ostaggio, alla fine ci troveremo con livelli di disuguaglianza del reddito ancora più alti”.

Siamo tutti grati a Monti per aver abbassato lo spread, almeno temporaneamente.  Ma c’è una cosa che non ci è chiara. Perché il Giappone, gli Stati Uniti e il Regno Unito, che stanno conducendo politiche fiscali molto lassiste, continuano a godere di tassi di interesse più bassi dei nostri e le loro economie ad andare meglio?

Per un ulteriore approfondimento, segnalo l’articolo del Wall Street Journal del 03 Aprile.

Elido Fazi

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Discussione

7 pensieri su “La grande depressione di Mario Monti

  1. l’ho detto e lo ripeto: la repubblica dei tecnici – come la repubblica dei filosofi – piace soltanto a chi ne fa parte. Intanto oggi lo spread è nuovamente in ballo, le storie sull’art. 18 sono infinite, i dirigenti politici, a proposito dei loro amministratori, si attengono al principio di non far sapere alla mano sinistra ciò che fa la mano (più) destra, all’estero ci sequestrano e fanno ciò che gli pare… che dire: Buona Pasqua casalinga, magari (ri)leggendo “Furore” e “Uomini e Topi”

    Pubblicato da clara spada | 4 aprile 2012, 18:03
  2. si, questo oppilante afflusso di liquidità sarà un palliativo ,e sarà soprattutto un bene per i bilanci delle banche europee, in particolar modo per le maggiori azioniste della banche nazionali che non essendo tutte gestite in un’ottica nazionalista come la bundesbank che andando a riversare gli euro nel circuito nazionale vedrà aumentare i titoli tedeschi con la possibilità di veder diminuire lo spread dei paesi in coda, finanzieranno con la parte (ha ha) che vedremo le aziende clienti (su tratteniamoci, non cominciamo già ora a mangiarci le dita, hops i moncherini) e con quella che non vedremo visto che ora la manovra ce l’han quasi infilata su tutta si faranno, per citare De Roberto, gli affari loro.
    anche la manovra è un palliativo, visto che questo sarà davvero un anno di recessione altro che 2009, e se non si comincerà a ragionare su energie alternative (e parliamo di roba economica e naturale come i tedeschi basta stare a dire che il nucleare è l’unica opportunità per le aziende) e non si prenderà in considerazione di ridurre la pressione fiscale sui settori in crisi per riportare almeno le aziende italiane in italia (anche le medio piccole) a natale la finanza ci suonerà in casa per calcolare la congruità del reddito dichiarato dal cibo in tavola.
    guardate l’irlanda che piange piange ma la si lavora ancora e gran parte del terziario euro è ancora li stabile, essì che la statua di Joice ce l’abbiamo anche noi.

    Pubblicato da metello | 4 aprile 2012, 20:49
  3. Buona sera, io so solo che ieri sono stata male per aver sentito di quella povera donna anziana Siciliana che si e vista togliere dalla sua misera pensione duecento euro portandola al suicidio scusate non posso crederci che lo stato le banche i politici la chiesa possa permettere a un banchiere di portare la disperazione a persone che hanno una pensione di ottocento euro, invece di migliorare la loro vita gli portano ai suicidio. Cosa volete che dica che mi vergogno di vivere in Italia di essere italiana questo posso solo dire pensare che i politici guadagnano una cifra sproporzionata e cosa fa’, Monti pensa di risanare l’Italia facendo i tagli sulle pensioni e a chi percepisce una misera busta paga (da fame)grazie a tutti voi dello stato che avete votato Monti ,cosi averte l’orco cattivo voi ve ne state fuori per apparire buoni, ma!! in realtà siete tutti d’accordo ancora insieme nei vostri interessi. Grazie per come ci trattate o pensate che stiamo ancora dormendo ,vi sbagliate ormai ci siamo svegliati ma non per un bacio del principe azzurro, ma per come tante famiglie non arrivano a fine mese, GRAZIE DI CUORE SIGNOR MONTI

    Pubblicato da Angela | 4 aprile 2012, 21:33
  4. Il peggio, grazie a questa politica economica, deve ancora arrivare.
    Volevo ringraziarvi per avere ripreso il mio commento sul primo libro del dott. Fazi, lo avevo twittato sul vostro account. Ho già letto il secondo.
    Sto seguendo anche il dibattito sull’Euro e l’Eurozona, molto interessante.

    Pubblicato da Alfredos | 5 aprile 2012, 12:35
  5. Per tentare di fregare chi ci sta fregando; potremmo ritirare tutti i nostri averi e tenerceli buoni buoni sotto il materasso per almeno cinque anni.
    Non mangeremo più come prima, ma non mangeranno più nemmeno bene i disonesti che fino adesso si sono ingurgitati a spese oltre che del ceto medio, anche dei più poveri e disperati.
    Quando vedranno che non circolerà più nessuna moneta, indispettiti ne stamperanno dell’altra.
    Allora noi la immetteremo tutta quanta sul mercato monetario, e li faremo crepare d’indigestione.
    Se lo facciamo a livello internazionale avremo una discreta probabilità di successo.
    Se non incominciamo adesso, moriremo prima noi
    d’inedia.

    Pubblicato da Ivano P | 5 aprile 2012, 17:21

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