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Economia, Europa, Europa, Politica

Chi salverà l’Europa?

Che la medicina, cioè immettere sul mercato 1000 miliardi di euro prestati alle banche per 3 anni, non fosse che un palliativo, alcuni lo avevano immaginato. Oggi se ne stanno accorgendo tutti. Lo spread è risalito sopra i 400 punti e non è da escludere che torni sopra i 500, come prima dell’arrivo di Monti e delle stangate fiscali. Nel breve periodo, questi prestiti hanno aiutato le banche, soprattutto in Italia e in Spagna, meno negli Stati Uniti. Ora i benefici sembrano finiti e i tassi di interesse sui titoli di stato hanno ricominciato a salire. In Spagna i bond a 10 anni sono saliti oltre il 6%. E molti cominciano ad accorgersi che in un anno di recessione (ma è recessione o depressione?) come il 2012, la fiscal austerity di Monti ci porta dritto dritto verso la Grecia, soprattutto se pensiamo che le 2 più grandi stangate – l’IMU e l’aumento di 2 punti dell’Iva a ottobre – che non sono ancora arrivate, toglieranno dalle tasche dei cittadini consumatori circa 50 miliardi, una cifra gigantesca. Per adesso nessun vero rimedio è stato ancora preso dai piloti dell’Euro. E così sarà fin quando non sapremo chi è il nuovo Presidente della Francia.

Se, com’è probabile, vincerà il socialista Hollande, è verosimile che nel suo primo incontro con Angela Merkel parleranno della necessità di procedere rapidamente verso l’Unione Politica. Dopotutto gli architetti dell’Euro sono stati un socialista francese, Mitterand, e un democristiano tedesco, Kohl. Mi sembra di capire che sia Merkel (che però deve battersi contro la Bundesbank – contraria all’Euro nel 1992, e oggi contraria all’immissione di moneta di Draghi – e la sua Corte Costituzionale, che l’ha quasi obbligata a stabilire per legge il pareggio di bilancio) sia Hollande hanno ben chiara la filosofia di uno dei fondatori dell’Europa, Jean Monnet, che sognava un’Europa politicamente unita, facendo però un piccolo passo alla volta, partendo da una cosa noiosa come la Comunità del carbone e dell’acciaio, dall’infelice nome CECA. L’Italia dovrebbe essere coraggiosa come lo fu negli anni cinquanta Alcide De Gasperi e partecipare da subito, con le sue idee, la sua intelligenza, e perché no, il suo genio, alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa. Dovrebbe anzi battersi affinché la sede dell’ufficio di Presidenza sia assegnata a Roma, mentre il Parlamento e altri organismi potrebbero benissimo restare a Strasburgo e a Bruxelles.

Quale città è più titolata di Roma ad essere la capitale degli Stati Uniti d’Europa?
Quale simbolo può esserci, più di Roma, di un nuovo Rinascimento o Risorgimento che dir si voglia?

Migliaia di giovani europei al lavoro presso l’ufficio del Presidente potrebbero così imparare l’italiano, la più antica delle lingue europee e una delle più sagge. Potrebbero leggersi direttamente in italiano sia Dante che Leopardi, ancora poco conosciuto in Europa, ma pur sempre uno dei più grandi di tutti i tempi. La lettura dei suoi “Pensieri” sarebbe per loro interessante e ferocemente vera. La Verità, anche quando sembra spiacevole, è sempre meglio della menzogna. I giovani europei potrebbero così iniziare a riflettere sul fatto che, nella Storia, nessuna lingua supera in saggezza per lungo tempo le altre. Mentre noi sogniamo l’unione Politica, speriamo che Hollande – se vincitore – riesca a fare pressioni sulla Merkel per allentare nel breve periodo le misure del Fiscal Compact e iniziare subito ad attivare investimenti in infrastrutture attraverso la Banca Europea degli Investimenti e i Fondi Strutturali. Merkel sembra oggi aver finalmente capito che è stato un gravissimo errore nel 2008, subito dopo il fallimento della Lehman Brothers, dichiarare che la garanzia contro altre istituzioni finanziarie sarebbe dovuta venire dai singoli paesi, e non da un’Europa che agisca all’unisono. I mercati ci hanno messo più di un anno a capire le implicazioni di tale dichiarazione, come ha ricordato di recente a Berlino George Soros. L’altro argomento da affrontare subito sono gli Eurobond, un’idea introdotta anni fa da Jaques Chirac e poi ripresa e cavalcata da Giulio Tremonti. L’Europa non ha Bond simili a quelli del Tesoro Americano. Senza questi non si capisce come l’Italia e la Spagna possano ritornare a tassi di interesse non dico simili a quelli tedeschi, che negli ultimi 12 mesi sono addirittura scesi, ma tollerabili. Se non si riducono i tassi, il debito pubblico, che ha raggiunto livelli record sotto Monti, potrebbe continuare a salire, anche se le entrate dello stato superano di gran lunga le sue spese (avanzo primario). Il debito cresce proprio perché il costo degli interessi, di anno in anno, porta il bilancio dello Stato in deficit. Bisogna fare uno sforzo serio e credibile per convincere l’opinione pubblica tedesca che i debiti degli scansafatiche del Sud non si scaricheranno sull’operosa Germania. E cercare di fargli capire che se oggi la Repubblica Federale ha il più grande surplus del mondo nella parte corrente della bilancia dei pagamenti è perché a noi italiani, spagnoli, greci, piacciono molto le auto tedesche. Dati alla mano, le esportazioni tedesche sono per la maggior parte dirette verso altri paesi europei, non verso la Cina o gli Stati Uniti.

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Discussione

5 pensieri su “Chi salverà l’Europa?

  1. credo che nessuno, nemmeno esperti economisti, sia in grado di esprimersi correttamente a riguardo della medicina necessaria per farci uscire dalla crisi.

    Ma, senza filosofeggiare sulla politica economica e volare troppo alto, scendiamo a terra e cerchiamo di eliminare evasori fiscali, corrotti e corruttori e, senza dubbi, faremo un bel passo avanti.

    Troppo spesso ci dimentichiamo che paghiamo tasse doppie solamente perchè paghiamo anche quelle degli evasori.

    Mi fermo qui. Questi sono i veri problemi da risolvere. Tutto il resto viene dopo…..

    Cordiali saluti

    DS

    Pubblicato da domenico schiavon | 27 aprile 2012, 12:43
  2. Nessuno la salverà. Forse l’unica soluzione è quella di fare un passo indietro, in tutti i sensi. E ripartire da ciò che è rimasto.
    L’ingranaggio della modernità non ha funzionato, il capitalismo ammalato di finanza e strapotere lobbistico ha distrutto gli stessi capisaldi dell’economia. L’Europa è implosa proprio quando avrebbe dovuto nascere. Nessuno era pronto, inutile negarlo, da dieci anni a questa parte il tracollo è stato evidente.
    E pulizia. Ci vuole pulizia. Nel nostro paese la discarica dei corrotti non ha mai funzionato.

    Pubblicato da David Nieri | 27 aprile 2012, 14:44
  3. Ottimo blog.
    Grazie.

    Pubblicato da Gino | 27 aprile 2012, 22:48
  4. Il grande paradosso o la grande truffa, questo è quanto è accaduto negli ultimi 10 anni, la globalizzazione a senso unico ha impoverito le masse del nostro Continente creando concentrazioni di ricchezza “disgustose” .L’utopia di far lavorare altri popoli (Cina & co) pensando di mantenere il nostro standing grazie in un primo momento ad una finanza drogata (poi rivelatasi una grande truffa) ha fatto si che il manifatturiero nel nostro paese ma non solo, con l’esclusione per il momento della Germania, sia stato pressochè messo in condizione di non competere.Chi pensava che la Cina fosse l’Eldorado per le nostre aziende ha preso un granchio colossale, per qualcuno forse ma per la moltitudine delle PMI è stata una disgrazia. Poi cosa è accaduto in Cina, non c’ è stata una distribuzione della ricchezza come vogliono farci credere, ma abbiamo uno stato totalitario con enormi risorse.
    Dobbiamo iniziare di nuovo a produrre proteggendo i nostri prodotti da una concorrenza sleale, questa è l’unica soluzione per la crescita, oltre ovviamente a cercare di aumentare il potere di acquisto delle persone non aumentando i salari ma riducendo le imposte, e qui si innesta il discorso degli sprechi della corruzione del nostro patrimonio e via dicendo.

    Pubblicato da giampiero Livi | 28 aprile 2012, 10:01
  5. Trovarne di politici lungimiranti che pensano alla res-pubblica e non solo ai loro interessi e di quelli delle lobby.
    Ma come farà mai l’Italia a diventare un paese così centrale, se è il fanalino di coda dell’EU e ci facciam fare le scarpe dai paesi emergenti?
    La storia la conduce chi vince la storia, non chi ha una cultura millenaria (e che non riesce a sfruttare al 100%), ora se non sai l’inglese (minimo) dove vai?

    Pubblicato da Tommaso | 1 maggio 2012, 20:01

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