//
stai leggendo...
Economia, Europa, Europa, Italia, Politica

Dopo il Fiscal Compact, il Growth Compact (o meglio Combat)

«Dopo il fiscal compact abbiamo bisogno di un growth compact», ha sentenziato Mario Draghi, ricordandoci per profondità di pensiero alcune memorabili relazioni dell’epoca in cui era governatore della Banca d’Italia. Tutto chiaro, come la luce del sole. Secondo Draghi quello di cui abbiamo bisogno è incoraggiare l’intraprendenza dei giovani. Io aggiungerei che al mondo dobbiamo tutti volerci bene e amare il prossimo. Ma caro Draghi, di cosa parli quando parli di crescita? Se Finmeccanica raddoppiasse la produzione di ordigni militari, facendo alzare il pil, ti andrebbe bene lo stesso? Nel frattempo, a Bruxelles alcuni “eurocrati” discutono di un piano Marshall per l’Europa. Ma chi è il generale Marshall europeo? Herman Van Rompuy, il presidente dell’European Council, che ha  esteso un invito a cena a tutti i leader europei per parlare di crescita. Così, tra un antipasto e un piatto di sottile roast beef inglese, con un buon fiasco di vino, potrebbero all’improvviso tirar fuori come il mago Zerlino, un bel coniglio bianco dal cappello.

ll più serio su queste cose per il momento sembra essere Hollande in Francia. Alcune idee non sono peregrine e se ne potrebbe parlare. Come quella di emettere Eurobond (o se la parola non piace, si potrebbe chiamarli Project Bond) dalla Banca Europea per gli Investimenti. Sono sicuro che persino i tedeschi potrebbero trovarsi d’accordo. Un’altra idea è quella di emettere Eurobond per mutualizzare, anche in parte, i debiti pubblici degli Stati, in attesa di un’Europa federale.
Ma su questo, invece, i tedeschi potrebbero non concordare, a meno che non si acceleri il processo verso un’effettiva unione politica.

Il vero problema rimane, però, quello del differenziale di competitività della Germania rispetto all’Italia, alla Grecia, alla Spagna e anche alla Francia. Se ne parla poco, e mi dispiace essere ripetitivo, ma in Europa non c’è solo il problema del debito, c’è anche quello dello squilibrio della bilancia dei pagamenti, dove i tedeschi hanno un surplus di 205 miliardi di dollari, il più alto del mondo, e l’Italia un deficit di 66, il terzo al mondo dopo gli Stati Uniti (-473) e la Turchia (-75). I tedeschi si sono incaponiti a pensare che per riequilibrare la bilancia dei pagamenti, paesi come l’Italia debbano ridurre i salari oppure lavorare di più. Tuttavia, c’è un’altra soluzione che raggiungerebbe lo stesso obiettivo ma di cui non si parla mai. I tedeschi potrebbero aumentare i loro salari e stipendi. Con un unico colpo potrebbero aumentare la loro domanda interna e quindi le importazioni da altri paesi, ed essere solo leggermente meno competitivi rispetto a Italia, Spagna e al resto della compagnia. Poiché i tedeschi sono ossessionati dall’inflazione, potrebbero subito allarmarsi.
Cari tedeschi, capisco che se l’inflazione salisse al 100% sarebbe un problema. Ma cosa cambia se passa dal 2 al 3 o persino al 4%?

Elido Fazi

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

ACQUISTA I LIBRI IN E-BOOK AL PREZZO DI 1 EURO!

ACQUISTA I LIBRI IN CARTACEO

E-BOOKS IN ENGLISH

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: