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Autori One Euro, Euro, Europa

Grecia: il mese più lungo

Il blog “One Euro” pubblica oggi un altro contributo di Patrizio Nissirio, corrispondente da Atene per l’ANSA fino al 2004 e, attualmente, responsabile di ANSAmed.

La Grecia torna alle urne il 17 giugno. Altre settimane di incertezza, di paralisi, mentre Crisi grecasempre più persone si mettono in coda davanti alla propria banca per ritirare i risparmi. Un ennesimo rinvio di decisioni vitali, di azioni necessarie, di sterzate per uscire dal tunnel, contro il quale a nulla sono valsi i tentativi del capo dello Stato, Karolos Papoulias, di trovare un terreno comune tra i partiti in conflitto, sottolineando senza successo la gravità del momento e la necessità di unire le forze contro la crisi.

Subito dopo il fallimento della mediazione presidenziale, è iniziato il balletto delle accuse incrociate: si è puntato il dito contro Syriza, la coalizione della sinistra radicale, che ha fatto del suo secco “no” al memorandum – l’intesa che garantisce prestiti internazionali ad Atene in cambio di durissime misure di austerità – la propria bandiera elettorale. Una posizione che, stando ai sondaggi, i greci potrebbero premiare alle prossime elezioni: la formazione guidata dal giovane Alexis Tsipras potrebbe conquistare addirittura il 32% dei voti, diventando così il partito di maggioranza relativa. Tuttavia, Tsipras non ha ancora spiegato cosa intende fare dopo il 17 giugno: per ora si è limitato a dire che il memorandum è da cestinare che serve una rinegoziazione a livello europeo.

I sondaggi indicavano che i greci avrebbero preferito comunque un governo di unità nazionale che si occupasse in fretta dei drammatici problemi del paese. I leader politici hanno deciso altrimenti – per calcolo o per rigidità, non è dato saperlo.

La frammentazione parlamentare uscita dal voto del 6 maggio ha di colpo reso ancora più incerto l’orizzonte sociale e politico della Grecia. Un’incertezza che ha portato nella sola giornata di lunedì 14 maggio al ritiro di circa 700 milioni di euro dai conti nelle banche elleniche. Il governatore della Banca Centrale di Grecia, Giorgos Provopoulos, ha parlato di «incertezza che potrebbe diventare panico». Se già non lo è: secondo fonti bancarie, nell’ultimo mese 5 miliardi di euro sono stati ritirati dai conti ellenici.

A fronte di questa crisi economica e sociale – che è sul punto di diventare una catastrofe,  con l’uscita dall’euro, la bancarotta dello Stato e l’impossibilità di pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e le pensioni (forse già da metà luglio) – il fallimento delle trattative tra i partiti appare ancora più grave. Nel loro primo incontro a Berlino, il neopresidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno dichiarato di volerela Grecia nell’euro. Ma da qui al 17 giugno nessuna azione concreta sarà possibile, perché, ancora una volta,la Greciasarà in campagna elettorale. La crisi, tuttavia, non si fermerà, così come l’incertezza sulla permanenza nell’eurozona e sulla stessa tenuta dello Stato.

Una paralisi che rischia di stritolare il paese, scardinare la moneta unica, travolgere il sistema finanziario mondiale. È iniziato il mese più lungo.

Crisi Economica EuropaNissirio è autore del libro “Ouzo Amaro“, in uscita nella collana One Euro, un accurato diario della crisi che aiuta a comprendere ragioni antiche e fatali errori che hanno portato al disastro greco. 

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Discussione

6 pensieri su “Grecia: il mese più lungo

  1. Molto interessante, da approfondire perché il paese ellenico è sempre legato a doppio filo al nostro. Da guardare anche il video che riguarda Alexis Tsipras, il leader di Syriza, che spiega cause e soluzioni per la crisi! http://www.vanillamagazine.it/crisi-grecia-italia/

    Pubblicato da Matteo | 18 maggio 2012, 13:57
  2. La situazione è gravissima, ma non mi stupisce che si sia arrivati a questo punto. Tutto quello che si sta verificando è la conseguenza naturale dell’unire più nazioni dal punto di vista monetario, senza prima averlo fatto in senso puramente politico e culturale. Il problema è che, di questo passo, il conto lo pagherà la gente comune, non chi ha consentito tutto ciò.

    Pubblicato da Guido Brunelli (@G_B_Durden) | 18 maggio 2012, 14:09
  3. Come al solito e come sempre, i cittadini onesti la pagheranno.
    Tutti i soldi dati alla Grecia dove sono andati a finire? Chi li ha presi? Le banche, per pagarci cosa?
    E lo Stato cosa ci ha fatto?

    Pubblicato da Tommaso | 18 maggio 2012, 17:03
  4. Il popolo greco non merita tutto questo, noi lo meritiamo. La Grecia sembra ormai sempre più vicina al baratro e di cosa discutono i grandi della terra? Di un possibile contagio greco, ognuno si preoccupa che i disastri greci non si diffondano in tutto l’occidente. Non sarebbe più opportuno ripartire da una risoluzione dei problemi ellenici, per far ripartire l’economia europea e mondiale? Grazie.

    Pubblicato da Gianfranco | 18 maggio 2012, 22:23
  5. Reblogged this on BABAJI.

    Pubblicato da driuorno | 25 maggio 2012, 09:36
  6. Il fatto è che i grandi della terra – temo – non vogliano risolvere i disatri greci che, tra l’altro proprio loro hanno provocato o, al meglio, lasciato che altri provocassero…al punto in cui siamo è evidente che c’è un disegno per far sperire o indebolire al massimo l’euro…questa moneta di un comprensorio di Nazioni che non si parlano e quindi vanno ognuna per la sua strada…per la serie si salvi chi puòòòòò!!!!!

    Pubblicato da Giuseppe | 18 giugno 2012, 21:30

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