//
stai leggendo...
Autori One Euro, Geopolitica

Egitto: testa a testa tra laici e islamisti

ll blog “One Euro” ospita un contributo di Antonio Badini, ex-ambasciatore al Cairo, coordinatore nazionale per il partenariato euro-mediterraneo e rappresentante personale del presidente del Consiglio per il vertice del G7.

I dati non sono ufficiali, ma attendibili: il primo presidente egiziano eletto democraticamente dalla caduta della monarchia nel 1952 uscirà dal ballottaggio tra Mohamed Mursi, candidato del partito Giustizia e Libertà, affiliato ai Fratelli musulmani, e Ahmed Shafiq, ex generale dell’Aviazione, ex ministro e ultimo capo del Governo dell’era Mubarak. Nell’elettorato ha dunque prevalso la radicalizzazione dei due schieramenti, il polo laico-liberale e quello islamista, che ruota attorno ai Fratelli Musulmani.

Risulta sconfitto il tentativo di riaccendere la fiammella della riconciliazione di cui si erano fatti portatori l’islamista moderato Aboul Fotouh e Amr Moussa, personalità conosciuta e stimata dalla comunità internazionale. Altro dato che fa riflettere è il tasso relativamente basso di affluenza alle urne: ha votato il 41 per cento degli aventi diritto, contro il 55 per cento delle legislative dello scorso gennaio.

Di fatto, nella sua risposta a questo evento storico, la società egiziana tradisce indecisione e incertezza sul libero svolgimento delle elezioni. Nel paese la democrazia è ancora troppo giovane e condizionata dal peso esercitato da organizzazioni forti, come le forze armate, o capillarmente diffuse nel territorio, come i Fratelli Musulmani. Per la grande maggioranza degli elettori è stato evidentemente difficile scegliere in base ai programmi o ai principi e ai valori legati ai diversi indirizzi politici proclamati dai candidati.

Parlare di sviluppo e stabilità non è stato sufficiente: in questo momento in Egitto si cercano garanzie immediate sulla libertà, ma anche sul diritto a una vita migliore e sicura. È verosimile che lo schieramento moderato, rappresentato da Aboul Fotouh e Amr Moussa, non abbia avuto il tempo necessario per delineare al meglio la propria specificità e declinare in maniera più convincente la portata concreta dei punti inclusi nei programmi.

Ma, soprattutto se si guarda al futuro, la vera sorpresa della consultazione elettorale è  il buon risultato del nasseriano Hamdin Sabahi, che, se consolidato, potrebbe concorrere ad arricchire il futuro dibattito politico e ad alimentare la formazione di una rappresentanza partitica più articolata, espressione del mosaico di interessi e aspirazioni della società egiziana. Il quadro oggi è ancora offuscato dall’inadeguatezza della sfera degli intellettuali, incapacie di affermarsi nel contesto politico fortemente polarizzato.

Tuttavia sarebbe eccessivo trarre conclusioni affrettate e semplicistiche dal responso delle urne. Anche se i dati emersi saranno confermati, non è il caso di paventare inquietudini o addirittura presagire nuovi round di scontri e ondate di pericolose tensioni, che aprirebbero violenti conflitti nel paese. Nell’ebook Il futuro dell’Egitto, pubblicato alla vigilia delle elezioni presidenziali, era stata delineata l’ipotesi di un successo del fronte cosiddetto laico di Ahmed Shafiq, entrato in scena tardivamente e ripescato dalla commissione elettorale con una motivazione che ha fatto inarcare le sopacciglia a più di un osservatore della scena politica egiziana.

Analizziamo meglio la situazione reale in vista del ballottaggio del 16-17 giugno. Apparentemente siamo di fronte a una divisione netta tra forze della rivoluzione e forze della controrivoluzione. Se nel ballottaggio i voti per Mursi dovessero sommarsi a quelli degli altri due islamisti, Aboul Fotouh e El-Awa, e se quelli di Shafiq si aggiungessero a quelli di Moussa e Sabahi, si arriverebbe con molta probalità al fotofinish di una società spaccata. C’è il rischio, dunque, di nuove tensioni nel paese? Molti fattori tendono a escluderlo. In primis, il bisogno di un’intesa rapida e rassicurante tra Shafiq e Khairat El-Shater, il vero uomo forte dei Fratelli Musulmani, per gestire, indipendentemente dall’esito del ballottaggio, l’avvio del rilancio economico, in modo da prevenire una grave crisi sociale cui l’Egitto non sarebbe in grado di far fronte.

Occorre pensare da subito alla fiducia dei mercati internazionali, dei governi dei paesi occidentali e di quelli del Golfo – di questo sono convinte sia le forze armate che i Fratelli Musulmani. La soluzione non potrà che essere legata alla condivisione del potere: un presidente islamista e un primo ministro laico-liberale, o viceversa – ipotesi forse più probabile. Una tale intesa dovrebbe estendersi alla scrittura di una nuova Costituzione, prevedendo la riduzione dei poteri attualmente attribuiti al presidente della Repubblica in favore di quelli da conferire al primo ministro, che andrebbe sottoposto al controllo politico del Parlamento,e non a quello del capo di Stato. Con una nuova, comune spinta verso una maggiore apertura ai partiti politici e un’informazione più pluralista, l’Egitto può imboccare la strada dello Stato di diritto e incamminarsi verso una solida democrazia.

Il futuro dell'egittoAntonio Badini è autore del libro “Il futuro dell’Egitto, in uscita nella collana One Euro. Nel suo libro, ci aiuta a comprendere le rapide trasformazioni in corso in Egitto, tracciando un quadro che va dallo scoppio della miccia della rivolta popolare alle incognite di una giovane Repubblica ancora priva di Costituzione, passando per il lungo braccio di ferro tra i Fratelli Musulmani e i vertici militari.

Badini, ex-ambasciatore al Cairo, è stato anche direttore generale per il Medioriente e Mediterraneo, coordinatore nazionale per il partenariato euro-mediterraneo, rappresentante personale del presidente del Consiglio per il vertice del G7, ambasciatore d’Italia ad Algeri, Oslo e Il Cairo.

Annunci

Discussione

2 pensieri su “Egitto: testa a testa tra laici e islamisti

  1. Non sono un politologo, un appassionato si ed ho letto con molto piacere l’ebook del dott. Badini.

    Pubblicato da Alredo | 28 Mag 2012, 16:14

Trackback/Pingback

  1. Pingback: ISIAMED – Istituto Italiano per l'Asia e il Mediterraneo » Blog Archive » Il futuro dell’Egitto: Democrazia islamica o nuovi Faraoni? - 29 Mag 2012

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

ACQUISTA I LIBRI IN E-BOOK AL PREZZO DI 1 EURO!

ACQUISTA I LIBRI IN CARTACEO

E-BOOKS IN ENGLISH

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: