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Economia, Politica

Gli investimenti esteri faranno ripartire l’Italia e la Grecia?

Come riportato nel sito del settimanale «Der Spiegel» venerdì 25 maggio, Angela Merkel ha formulato un piano straordinario in 6 punti per rilanciare la crescita europea. L’idea è quella di creare una strategia speciale per attrarre investimenti esteri nei paesi del Sud – tra cui, credo, Italia e Grecia –, i più colpiti dalla crisi. A tal fine si istituirebbe una sorta di area a statuto speciale nella quale gli investitori internazionali potrebbero usufruire di agevolazioni fiscali, bonus per le assunzioni e regolamentazioni meno rigide. La proposta fa parte di un piano che Angela Merkel intende presentare agli altri paesi in vista del vertice europeo del 29 giugno. Non ho ancora letto la proposta integrale – che è stata pubblicata sul numero cartaceo in edicola sabato scorso – però mi sembra che l’iniziativa debba essere presa molto sul serio: finora è l’unica misura di politica industriale che potrebbe contribuire rapidamente a creare posti di lavoro e a ridurre la disoccupazione.

Nell’autunno del 1996, nel corso dell’annuale Tavola Rotonda con il Governo italiano che ho organizzato per oltre vent’anni – e che il settimanale «The Economist», a cui l’avevo suggerita, continua a organizzare in tutto il mondo –, proposi a Romano Prodi, fresco vincitore delle elezioni contro Berlusconi, di organizzare una task force a Palazzo Chigi con il compito di studiare misure per attrarre investimenti esteri in Italia. Con mia grande sorpresa, la proposta fu accettata e si costituì un Comitato Investimenti Esteri coordinato da me e da Efisio Espa, il capo del Dipartimento economico di Palazzo Chigi. Nella prima riunione, Prodi in persona ci spiegò cosa si aspettava da noi. Lavorammo per oltre un anno (io a titolo assolutamente gratuito: non presi neanche una lira – l’euro allora non c’era) e portammo sul tavolo del presidente del Consiglio due proposte concrete. La prima: organizzare una piccola agenzia, non più di venti persone, per andare in giro per il mondo a caccia di investimenti. La seconda: costituire uno sportello unico attraverso il quale gli investitori esteri potessero in tempi rapidi assolvere tutte le pratiche burocratiche necessarie per nuovi investimenti; allora (e temo anche oggi) le formalità richiedevano mesi, se non anni.

La prima non fu accettata. Al suo posto, Prodi si fece convincere da alcuni professori bolognesi, tra cui il prof. Bianchi, a istituire un enorme carrozzone, Sviluppo Italia, di cui Bianchi fu il primo presidente, con migliaia di addetti e con enormi capitali. In  pochi anni riuscì a sostituire l’iri come ente privilegiato in cui far assumere i raccomandati della Casta.

La seconda iniziativa, invece, fu accolta, anche se poi, con mio grande disappunto, diventò un “consulentificio” per società di dubbio valore.

Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano il nostro premier Mario Monti e il ministro Passera, che, nonostante le loro belle parole sulla crescita, non hanno ancora prodotto idee rilevanti. Continuano a sostenere che dobbiamo procedere con il completamento del mercato unico e le liberalizzazioni a livello europeo, senza mai spiegarci i benefici che un paese come l’Italia ne riceverebbe in termini di occupazione.

Nel frattempo sarebbe anche utile sapere cosa ne pensa Bersani, che su tali questioni – e su altre che riguardano l’Europa – troppo spesso tace. Anche la rete è uno straordinario strumento. Ragazzi e ragazze del Movimento 5 Stelle, perché non cominciate a discuterne anche voi? Grillo vuole portarvi fuori dall’euro (e quindi dall’Europa). Ma siete d’accordo?

Elido Fazi

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Discussione

Un pensiero su “Gli investimenti esteri faranno ripartire l’Italia e la Grecia?

  1. First of all I would like to say wonderful
    blog! I had a quick question which I’d like to ask if you don’t mind.
    I was curious to find out how you center yourself and clear your head prior to writing.
    I’ve had a hard time clearing my mind in getting my ideas out there. I truly do take pleasure in writing but it just seems like the first 10 to 15 minutes are usually wasted simply just trying to figure out how to begin. Any ideas or hints? Many thanks!

    Pubblicato da Jess | 22 novembre 2012, 18:10

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