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Economia, Euro

SPAGNA-ITALIA 4-0

Ero a Liverpool la settimana scorsa e sono rimasto sorpreso di quanto poco spazio i quotidiani inglesi abbiano dedicato al summit di Bruxelles. Sul «The Guardian» non c’era nulla prima di pagina 20, nella sezione delle notizie finanziarie, dove appariva uno striminzito articolo di due colonne. Idem per «The Times». Il «Financial Times» finora ha dedicato al vertice europeo solo un articoletto intitolato: «One small step for European mankind». Da nessuna parte sulla stampa anglosassone ho letto che il summit è stato un successo del nostro primo ministro Mario Monti. Semmai un successo degli spagnoli, che hanno replicato con la finale degli Europei di calcio domenica sera. D’ora in poi non dovranno più andare con il cappello in mano, come ha scritto Marcello De Cecco, a chiedere aiuto per salvare le proprie banche.

Insomma cos’è successo a Bruxelles? Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Per me è mezzo pieno. È vero, la Merkel non ha voluto sentir nemmeno parlare di eurobond. E non si è capito se è stata davvero approvata la road map per arrivare all’unione fiscale, economica e politica. Un paio di risultati, però, sono stati portati a casa, e questi, da soli, basteranno a evitarci i fastidiosi e sciocchi articoletti sulla morte dell’euro che hanno infestato i giornali negli ultimi mesi: l’unione bancaria e il finanziamento diretto delle banche e dei debiti degli Stati da parte dell’EFSM e dell’ESM (in italiano FESF e MSF – forse qualcuno a Bruxelles dovrà cercare acronimi più evocativi). Quest’ultima misura rappresenta la più importante riforma da quando è stato firmato il trattato di Maastricht nel 1992. È stato scardinato il principio, fortemente voluto dai tedeschi, che vietava in modo assoluto alla BCE di finanziare i debiti degli Stati membri. Anche se si potranno usare solo i soldi messi a disposizione dagli Stati nell’EFSM e nell’ESM, e i paesi dovranno presentare una formale richiesta d’aiuto con la sigla di un memorandum, e anche se la BCE non avrà per adesso la capacità di creare direttamente credito come la FED americana, non c’è nessun dubbio – salvo ripensamenti – che questo sia il primo passo verso la Banca Centrale Europea come prestatore di ultima istanza.

Wall Street

Ben Bernanke

Apro una parentesi. Quotidiani e periodici, nelle ultime settimane, non hanno fatto altro che tessere le lodi di Ben Bernanke, governatore della FED americana. Ma a voi sembra giusto che la FED abbia prestato la ragguardevole somma di 1200 miliardi di dollari alle banche in difficoltà, tra cui le cinque too big too fail, al ridicolo tasso dell’0,01 per cento, e che Monti ci debba spremere fino al midollo perché i cosiddetti mercati finanziari – cioè spesso le stesse banche finanziate dalla FED – pretendono dallo Stato italiano tassi di interesse 600-700 volte superiori? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

Per quanto riguarda gli istituti di credito, la BCE potrà esercitare la supervisione sulle banche della zona euro e il fondo salvastati potrà intervenire direttamente per ricapitalizzare quelle che ne avranno bisogno, senza dover passare per i governi nazionali. Le banche che non sono state amministrate correttamente saranno azzerate e gli azionisti che non hanno saputo gestirle verranno penalizzati. La BCE, l’EFSM e l’ESM non potranno richiedere, come avrebbero voluto, un trattamento diverso dagli altri creditori, cioè non sarà loro permesso di attingere per primi ai fondi di un debitore insolvente.

In generale, mi sembra si sia avuta la conferma che la Germania è disposta a condividere l’onere del debito solo a fronte di una cessione di sovranità da parte degli Stati nazionali, e così proseguirà in futuro. I salvataggi delle banche si possono anche fare, ma le condizioni agli istituti di credito in difficoltà saranno imposte dal centro. Gli acquisti dei nostri BTP, se necessario, saranno avviati, a condizione che si firmi un memorandum di misure da intraprendere.

Si poteva fare di più? Certo. Ma ora sappiamo che si procederà in questo modo, forse troppo lentamente, verso l’unione bancaria, e che se i Paesi si mettono d’accordo per controllare le proprie banche dal centro, difficilmente l’euro potrà andare in rovina. A meno che chi desidera ardentemente il crollo della moneta europea non riesca a inventare speculazioni ancora più immaginifiche.

Elido Fazi

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Discussione

3 pensieri su “SPAGNA-ITALIA 4-0

  1. Finalmente sento riparlare dello scandalo dei mutui subprime, uno scandalo che non avrà mai fine. La vicenda Libor, che fa emergere tutta la “malafinanza” della City e di Wall Street, ci ricorda che “malfinanza” non ha confini e potrebbe far rotolare un altro po’ di teste. Nello scandalo infatti sarebbero coinvolti anche altri istituti finanziari. Ma, mi chiedo, che fine hanno fatto i responsabili della crisi del 2008? Sento parlare di multe e strette di mano, accadrà anche ora la medesima cosa?

    Pubblicato da Gianfranco Moriconi | 3 luglio 2012, 10:18
  2. Voglio semplicemente esprimere il mio apprezzamento per questo e tutti gli altri articoli. E’ raro sentire una voce vera; contributi fondamentali fuori dalle regole che governano i nostri media. Grazie e complimenti al dott.Fazi, un editore che non ha paura di esporsi in primo piano.

    Pubblicato da Eleonora | 4 luglio 2012, 12:22
  3. Si è vero il bicchiere è apparentemente mezzo pieno, per lo meno così appariva dopo Spagna – Italia….ma siamo ai soliti specchietti per le allodole come si vede in questi giorni. L’Europa conferma di non esser matura per unirsi: troppe lobbies, troppi interessi particolari e tanta tanta corruzione…e se in tutto questo l’idea dell’EFSM e dell’ESM fosse completa, e non al solito “col freno a mano tirato” dai consueti dictat degli stati (Germany in testa!) sarei d’accordo col mezzo pieno, ma visti i recenti fatti che portano al rinvio dell’attuazione delle possibili azioni del fondo, temo che il bicchiere sia proprio vuoto… speriamo che mi sbaglio!!!!
    Grazie agli autori di questo sito-verità…ne abbiamo tutti un gran bisogno!!!
    Saluti e alla prossima.

    Pubblicato da Giuseppe | 17 luglio 2012, 13:03

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