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Euro, Geopolitica, Stati Uniti

Cosa succederà al dollaro se vincerà Mitt Romney?

Fare l’editore, qualche rara volta sembra il mestiere più bello del mondo. Lo pensavo domenica mattina passeggiando sulla spiaggia tra Viareggio e Forte dei Marmi con il poeta laureato americano Billy Collins, a cui il comune di Camaiore aveva assegnato sabato sera un premio e un sostanzioso assegno. Avevamo saltato il buffet a mezzanotte, dopo la lunghissima cerimonia, e ci eravamo dati appuntamento per colazione. Quasi due secoli prima, esattamente l’8 luglio del 1822, poco prima del suo trentesimo compleanno, lì davanti a quella spiaggia era annegato il poeta inglese Percy Bisshe Shelley. Un’improvvisa tempesta lo aveva sorpreso mentre a bordo di Ariel, la barca che si era fatto costruire a Genova, tornava da Livorno verso Lerici, da dove era partito il giorno prima. Il corpo di Shelley, ritrovato dopo dieci giorni, fu cremato in presenza di Lord Byron e Leigh Hunt, l’amico protettore di Keats, in qualche punto della spiaggia dove ora io e Collins stavamo camminando. Probabilmente Billy lo avrebbe voluto ricordare al premio, se solo gli avessero lasciato dire qualcosa. Ieri il cielo era limpido e si vedevano bene sia le Alpi Apuane che, in lontananza, la Liguria; dopo aver parlato di Shelley e del piccolo fazzoletto di mare che si estende tra Livorno e Lerici, siamo passati a confrontarci sull’America e sulle imminenti elezioni. Anche Billy è dell’idea che il risultato si deciderà all’ultimo secondo, come una tappa del giro d’Italia con due velocisti al traguardo.

Ho pensato così di riprendere il mio blog sui (futuri?) Stati Uniti d’Europa parlando degli Stati Uniti d’America, anche perché, come sa chi ha letto i primi due libri della serie   «La terza guerra mondiale» che ho pubblicato nella collana One Euro, uno dei temi che più mi stanno a cuore è quello della riforma del trattato di Bretton Woods del 1944 – che spero si faccia prima, e non dopo un’ennesima guerra. Ho sempre auspicato che uno come Obama, se rieletto, abbia il coraggio di convocare una conferenza del genere, ma cosa succederebbe se alle elezioni dovesse vincere Mitt Romney?

Avendo trascorso il mese d’agosto tra Los Angeles, San Francisco, Arizona, Utah e il New Mexico, prima di raggiungere New York, mi è capitato di leggere qualche articolo in proposito nei giornali locali. Sono argomenti trattati in pubblico e in piena trasparenza, non c’è nulla di arcano. In Italia, mi sembra, non se ne è parlato quasi mai. Sembra dunque che se Romney dovesse vincere, una delle prime cose che farà dopo le elezioni sarà la convocazione di una Gold Commission per valutare se sia il caso di reintrodurre il Gold Exchange (in quel caso lo dovrebbe fare anche l’euro?), come noto abolito unilateralmente nel 1971 dal presidente Nixon. A quanto pare la maggioranza dei Repubblicani si è convinta che il sistema corrente del dollaro come “Fiat Money” (anche l’euro è una “Fiat Money”) non potrà più funzionare in futuro, nonostante, o soprattutto a causa delle vagonate di dollari che Bernanke, il governatore della FED, continua a sfornare giorno dopo giorno – quaranta miliardi al mese, se ho capito bene. Una Gold Commission fu già istituita da Reagan nel 1981, ma poi sotto l’influenza dei monetaristi di Chicago – Milton Friedman era allora all’apice dello splendore – la commissione raccomandò di non tornare all’oro come base del dollaro. La Camera dei deputati, sotto il controllo dei Democratici, si fidò anch’essa dell’ortodossia, allora egemonica, dei monetaristi. Nel 1981 si parlò solo di oro, ma sembra che la nuova Gold Commission dovrà investigare metodi “per fissare il valore del dollaro” che prendano in considerazione anche altre strade.

All’interno del Partito Repubblicano, il desiderio di tornare a un Gold Standard più o meno tradizionale potrebbe corrispondere a una posizione di centro. A destra c’è la posizione di Ron Paul, che aveva già partecipato alla Gold Commission del 1981 e fu uno dei pochi a non essere d’accordo con le conclusioni della commissione. Ora Paul non vorrebbe più un ritorno all’oro, ma porta avanti un’idea dell’economista austriaco e premio Nobel Friedrich von Hayek, quella cioè di denazionalizzare la stampa di moneta e istituire un sistema misto basato sulla concorrenza tra la moneta emessa dai privati e quella emessa dallo Stato. Ancora più a destra ci sono coloro che vorrebbero fissare i prezzi direttamente in oro e in argento. A sinistra ci sono alcuni Repubblicani che invece preferirebbero che Bernanke continuasse a fare quello che fa ora: stampare dollari a manetta.

Anche il vice presidente scelto da Romney, Paul Ryan, sembra favorevole a un ritorno all’oro. Nel giugno 2010, quando era presidente della House Budget Committee, chiese a Bernanke che cosa pensava del record raggiunto dall’oro (un dollaro valeva allora all’incirca 1/1200 di un’oncia d’oro, oggi è sceso a 1/1600). La risposta di Bernanke fu fulminante: «Non sono mai riuscito a capire i movimenti del prezzo dell’oro». È ormai chiaro che se vincerà Romney, Bernanke non sarà riconfermato.

Infine, cosa dire sull’Europa, dopo tutto quello che abbiamo già detto noi e di recente tanti altri? C’è gente (e io sono uno di quelli) allo stesso tempo sia liberale che socialista – diciamo “liberal socialista” – che non disdegna la creazione di nuove imprese, non è contro il mercato e neanche contro le disuguaglianze, ma che non sopporta troppe disuguaglianze, e che è quindi convinta sia necessario rifondare un concetto di equità sociale, che vorrebbe realizzare nei tempi più brevi possibili una Federazione di Stati Uniti d’Europa, che crede che l’Europa possa giocare un suo ruolo e avere un suo prestigio nel mondo entrando in concorrenza con la Cina e gli Stati Uniti, ma che non sa bene ancora chi votare alle prossime elezioni, perché nessun partito sembra in grado di parlare e prendere posizione in modo chiaro su tali questioni. Renzi addirittura ripropone Monti, e non è l’unico a farlo. Non ho nulla contro Monti, che considero una persona perbene, l’ho ascoltato spesso anche dal vivo quando organizzavo conferenze per l’«Economist», ma semplicemente le sue idee da ultraconservatore non mi sono mai piaciute e tuttora non mi piacciono.

 Elido Fazi

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Discussione

11 pensieri su “Cosa succederà al dollaro se vincerà Mitt Romney?

  1. Usa: gaffe di Romney, “47% americani fa la vittima e non paga tasse”. Certe volte penso che Romney sia stato candidato apposta per far vincere Obama

    Pubblicato da Melino | 18 settembre 2012, 12:57
  2. Se la politica monetaria della Fed di Bernanke avrà ‘ nei mesi a venire un buon effetto sulla economia interna …allora si può pensare pure che una eventuale vittoria di Mitt Romney non sarà di beneficio al dollaro ….rispetto alle altre monete.

    Pubblicato da Massimiliano Contardi | 18 settembre 2012, 17:53
  3. Sono un po’ più a sinistra di te, ma forse solo un po’ più incazzata e delusa, e mi è molto piaciuto il passaggio in cui affermi di non sopportare le “troppe” disuguaglianze sociali, richiamando un’attenzione “socialista” (nel senso più puro e liberale del termine) verso la necessità di maggiore equità sociale.
    Detto questo, ti anticipo che leggerò la tua trilogia su “la terza guerra mondiale” per interesse e necessaria curiosità, ma vorrei anche chiederti espressamente un giudizio e una – se possibile – previsione circa l’esito delle prossime elezioni americane, oltre al tuo pensiero sull’eventuale ritorno alla Gold Exchange.

    Pubblicato da natàlia castaldi | 18 settembre 2012, 18:01
  4. Dopo oggi, penso che la vittoria di Romney sia soltanto un lontano miraggio. Potremmo, invece, parlare delle politiche economiche che Obama deciderà di intraprendere e della, non scontata, possibilità che esse vengano realizzate dal Presidente più sopravvalutato nella storia degli Stati Uniti d’America.

    Pubblicato da Giacomo Berni | 18 settembre 2012, 18:02
  5. Interessantissimo articolo, come gli altri, in cui si parla di cose che ai TG e nei giornali non di settore non se ne parla in modo esplicito.
    Mi chiedo, e chiedo, quali potrebbero essere le conseguenze di un ritorno al Gold Exchange ?

    Grazie,
    Tommaso

    Pubblicato da Tommaso | 18 settembre 2012, 18:59
  6. Che i mantenuti dallo stato si trovino bene a stampare di notte i soldi in cantina per poi spenderli in giro il giorno dopo,non è un mistero;ma quanto può ancora durare?Romney ha ragione ,dovrebbero capirlo anche alcuni politici italiani che a loro volta dovrebbero spiegarlo ai loro clienti-elettori;mah forse è chiedere troppo .Saluti

    Pubblicato da luciano | 18 settembre 2012, 19:49
  7. Alla luce di quanto letto sui libri di questa collana in particolare “Obama contro Obama” di Margiocco mi sono fatto un’idea abbastaza chiara della situazione politica americana. Nè Repubblicani nè Democratici hanno la forza di imporre quello che andrebbe imposto dopo il disastro economico americano di 4 anni fa,vedi revisione radicale di alcune regole e non i pastrocchi da leguleio presenti nella Dodd-Frank…la politica e le scelte in campo finanziario non vengono svolte dalla politica ma sono pilotate da interessi privati(banche,finanziarie e fondi)…del resto lo dice il titolo di uno dei libri di questa interessante collana “Chi comanda Obama o Wall street?”. A mio parere ormai e purtroppo comandano i lobbysti di Wall street e speriamo che la loro azione sia mitigata il più possibile dal buon senso e che la brama di denaro non porti davvero alla 3a guerra mondiale che,a leggere alcuni siti, potrebbe essere imminente…speriamo siano solo balle e che le elezioni americane portino pace e cambiamento senza bisogno di altre guerre per “esportare la democrazia”.
    Saluti.

    Pubblicato da Giuseppe | 20 settembre 2012, 21:12
  8. Gentilissima Nadia e tutti, in questo post troverete le risposte del dott. Fazi alle vostre domande:
    E infine Il Sole 24 Ore si accorse dell’isola di Kish
    http://one1euro.com/2012/09/26/e-infine-il-sole-24-ore-si-accorse-dellisola-di-kish/

    Pubblicato da fazieditore | 26 settembre 2012, 13:51
  9. He or she appeared to be applied accompanied by Olivia
    wilde fake nude.

    Pubblicato da olivia wilde cowboys and aliens nude scene | 4 dicembre 2012, 18:40

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